Maja, la dea di pietra. Di Gerdiglio Angeloni.

Pescara, Museo Casa natale di Gabriele d'Annunzio

ore 17,30 dell'8 maggio 2014 - Proiezione

Maja

Il documentario è dedicato alla Maiella, la montagna sacra, la montagna madre, e ai miti legati all’origine del suo nome.
Il più affascinante è quello secondo il quale Maja, la più bella delle Pleiadi, fuggì dalla Frigia per portare in salvo il suo unico figlio Ermes, il gigante, caduto in battaglia.
Dopo un lungo viaggio si rifugiò tra i boschi dei monti d’Abruzzo per cercare l’erba miracolosa che cresce alle falde della bianca montagna, l’unica in grado di salvare il suo amatissimo figlio. Ma la montagna era purtroppo coperta dalla neve, così ogni suo tentativo di ricerca fu inutile ed Ermes morì.
Sconvolta dal dolore, Maja lo seppellì sul Gran Sasso, vagando a lungo per i boschi. Poi, logorata dal pianto e dal dolore, esalò l'ultimo respiro sul monte che l’aveva accolta e che oggi porta il suo nome, la Majella.
Lì venne sepolta dai pastori, impietositi per la sua triste storia, adorna di ricche vesti, di vasi di prezioso metallo, e soprattutto di fiori e di erbe aromatiche.
La montagna prese così la forma di una donna impietrita dal dolore riversa su se stessa con lo sguardo fisso al mare. Ancor oggi i pastori odono i suoi lamenti nelle giornate di vento quando i boschi e i valloni riproducono il lamento di una Madre in lacrime.
Per le genti d'Abruzzo la Majella è la Madre, il simbolo della terra d'Abruzzo, della fertilità della terra, è … la Terra stessa.
Il documentario è presentato dalla professoressa Luisa Pistacchio Angeloni, preziosa collaboratrice del marito, compianto narratore di storie e tradizioni abruzzesi.

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